|
Il
Carnevale antillese s'inscrive in una tradizione carnevalesca
universale,
ma le influenze che ha subito sono più
specificatamente europee.
Le festività carnevalesche si organizzano a
partire dalla prima domenica successiva all'Epifania e giungono al
loro apice nei giorni grassi.
Nel 2012 questi cinque giorni di festa
popolare saranno da sabato 18 a mercoledì 22 febbraio.

I festeggiamenti iniziano subito dopo
l’Epifania, vale a dire anche fino a due mesi prima del martedì
grasso. Durante i fine settimana s’improvvisano parate
carnevalesche, le feste private e le serate a tema si fanno via via
più intense.
Le cittadine principali si mobilitano per
organizzare i propri festeggiamenti, ogni domenica si susseguono
sfilate in tutta l’isola.
Ogni comune elegge la sua regina e reginetta
da portare in trionfo alla grande parata. Anche le nonne si
disputeranno l’onore di essere la più bella in abiti tradizionali.
Intanto, lontano da occhi indiscreti, ogni
comune ha preparato i nuovi costumi che rimarranno nascosti fino al “vidé”
(sfilata carnevalesca) nelle strade di Fort de France, la Grande
Parata che durerà 5 giorni...

In Martinica durante il carnevale tutto si ferma e tutti si animano.
I preparativi sono durati mesi e mesi.
Durante i cinque giorni di festeggiamenti ufficiali molti giovani
non dormono all’inseguimento dei vidés di giorno e delle feste di
notte.
Il re del carnevale, VAVAL (manichino satirico
che rappresenta un politico, un personaggio in vista o
un'istituzione) viene portato in sfilata per le strade, a capo di
una folla festosa.
Accanto a Vaval sflilano le Regine del Carnevale elette nei diversi
comuni.

I gruppi più famosi dell’isola si dividono tra
una sfilata e l’altra tra nord e sud, nelle borgate è musica 24 ore
su 24, le feste si susseguono.
Fanno la loro comparsa le maschere tradizionali:
gli uomini di creta interamente
spalmati di argilla rossa; i nègs gwo-sirop, uomini spalmati
di sciroppo di canna e carbone (caricatura dello schiavo ribelle
venuto dall'Africa, in opposizione allo schiavo creolo nato
sull'isola); i mariann lapofig, vestiti di foglie di banana;
i moko-zombis,
danzatori su trampoli d'ispirazione africana; le guiablesses, le diavolesse...tutto si mescola, i costumi sgargianti indossati da
bellissime ragazze, i giovani di quartiere che si travestono da
donne con string in pizzo...

Durante i vidé tutto è travolto da una musica indemoniata, i
tamburi, i clarinetti e le trombe sono accompagnati da barili,
bambù, pentole tutto diventa strumento di percussione, i ritmi si
mescolano, lo zouk, la stell band, il beguin sono suonati tutti
insieme.
Esiste addirittura la parata in pigiama che ha inizio alle 5 del
mattino, tutti in pantofole in giro per la città di Lamentin.
L’apice dei
festeggiamenti avviene nei quattro giorni prima del Mercoledì delle
Ceneri.
Ogni giorno è a tema:
sabato e domenica ognuno si maschera come
vuole,
lunedì
é il giorno dei i matrimoni burleschi, una sfilata di uomini
mascherati da sposini, chi a piedi, chi sui carri e sulle brad jak...
Martedì è di scena il diavolo: tutti vestiti
di rosso nelle sembianze del diavolo.
Infine il Mercoledì delle Ceneri, giorno di
carnevale dedicato alle joyeuses pleureuses (diablesses,
diavolesse che piangono la morte di Vaval), tutti in lutto vestiti di
nero e bianco per la morte di Vaval, che verrà bruciato sul rogo al
calare della sera.
E' la fine delle festività e si entra nel
periodo di rigore ed astinenza della Quaresima, che dura fino a
Pasqua.
La Quaresima, fatta di restrizioni e privazioni, corrisponde al
periodo della stagione secca in Martinica. La tradizione vuole che
non si balli, che non si ascolti musica e che le celebrazioni dei
matrimoni e delle feste siano rimandate ad altri periodi.
|
Un po' di
storia...
Il carnevale
é stato introdotto in Martinica a Saint Pierre dai francesi
cattolici nel 18° secolo. Nel 17° e 18° secolo era una festa
riservata ai ricchi coloni, con sontuosi ricevimenti in
maschera.
Soltanto dopo l'abolizione della schiavitù nel 1848 il
carnevale si democratizza e acquisisce delle forme
particolari grazie all'influenza degli antichi schiavi che
hanno arricchito questa festa con le loro credenze e con i
loro strumenti musicali: tamburi,cha-cha, ti-bois…

Il
Carnevale di Saint Pierre
Dal 1848 al 1902 il Carnevale di Saint Pierre é
particolarmente rinomato in Martinica, nonostante questa
festa si svolgesse sotto il segno della discriminazione. In
effetti, da un lato i coloni e i loro balli in maschera,
serate private e banchetti che si svolgevano in costumi
sontuosi, dall'altra parte i festeggiamenti e i vidés nègres.
Dopo la catastrofe di Saint Pierre, le festività
carnevalesche si sono fermate due anni in Martinica .
E' così che
il polo del Carnevale diventa Fort de France.
|
|