|
Nato nel 1928, Glissant è tuttora un attivissimo intellettuale e
professore universitario.
Romanziere, poeta, saggista, ha scritto anche pièce
teatrali. La sua formazione di filosofo e la sua eccezionale cultura
rendono ogni sua opera un complesso coacervo di elementi disparati che
si inserisce in una fitta rete di riferimenti. Politica e letteratura
entrano in relazione per Glissant, che dall’inizio della propria
attività ha preso le distanze dalla negritudine teorizzata da Aimé
Césaire (suo insegnante al liceo). Insignito di numerosi premi
letterari, questo scrittore ha anche fondato l’Institut martiniquais
d’études, e diretto il Corriere dell’Unesco. Ecco le foto della
laurea honoris causa conferitagli dall’Università di Bologna:
foto laurea honoris causa
Nonostante questo riconoscimento, e l’importante premio Grinzane Cavour
(
http://www.grinzane.it/ ), ben poco della sua vasta opera è
reperibile in Italia, senz’altro per la difficoltà che presenta una
fruizione immediata dei suoi testi e per la fitta trama di riferimenti a
realtà sconosciute nel nostro paese.
Questa scarsa reperibilità in italiano non deve
portare a sottovalutare l’importanza del suo lavoro.
I suoi scritti teorici, in particolare, sono un punto di
riferimento costante irrinunciabile per tantissimi altri scrittori,
caraibici e non. Il premio Nobel Derek Walcott, di Santa Lucia, ha
spesso dichiarato il suo debito culturale nei confronti di Glissant. In
Martinica il movimento letterario della Creolità è nato anche come
ideale continuazione del pensiero di questo intellettuale. Patrick
Chamoiseau, in particolare, può essere considerato, in un certo senso,
l’erede spirituale di Glissant.

Il romanzo più celebre di Glissant, Le Quatrième siècle,
del 1964, è l’unico sinora tradotto in italiano, 40 anni dopo l’edizione
originale, per le Edizioni Lavoro. L’intrigo, vertiginoso, abbraccia
tutta la storia della Martinica, dall’inizio della tratta degli schiavi
a oggi. Le conversazioni tra un giovane inesperto e un anziano
quimboiseur visionario, tracciano le traversie di due famiglie unite
da legami complessi, di volta in volta d’odio o d’amore. Le loro vicende
proliferanti nascono nella stiva della nave negriera e continuano fino
ad oggi, evocando una parte della storia martinicana raramente narrata
dai libri di storia. La terribile esperienza collettiva della tratta e
della schiavitù diventa qui un eccezionale affresco, che lascia intuire
le profonde ripercussioni di questa storia drammatica sulla vita di
oggi. Si tratta di un romanzo avvincente e, appunto, visionario:
Glissant racconta spesso che l’episodio del Quarto Secolo che ha
immaginato per spiegare l’origine dei cognomi martinicani è stato citato
da una rivista di araldica. Questo aneddoto mostra quanto, per questo
scrittore, l’immaginazione abbia una valenza conoscitiva, ma dà anche la
misura della potenza delle scene che descrive. Per questo, Il Quarto
secolo è un romanzo fondamentale per avvicinarsi alla Martinica.

I suoi saggi tradotti in italiano, Poetica della relazione
e Poetica del diverso, costituiscono una discreta sintesi
di un pensiero che tuttavia è in continua evoluzione e si sottrae
consapevolmente alle definizioni critiche. Il “pensiero della traccia”
di Glissant si distingue infatti dai sistemi di pensiero occidentali.
Molto importanti nelle sue ricerche, l’imprevisto che nasce dalla
creolizzazione, e la fascinazione per le storie che, dal passato,
possono aiutarci a interpretare il presente e a vivere il futuro. Il suo
interesse per gli elementi paesaggistici dei Caraibi e per la cultura
locale non deve però far pensare a un chiuso campanilismo, al contrario:
il titolo del suo romanzo Tout-Monde basterà a dimostrare
la sua apertura. Gli elementi che sente prossimi sono visti come uno dei
possibili accessi al Tuttomondo.
__________________________________________________________________
Testi a cura di
Paola Ghinelli
traduttrice e
studiosa di letteratura caraibica
paolabula@tin.it
www.paolaghinelli.net
|