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Patrick Chamoiseau è nato nel 1953 a
Fort-de-France, dove lavora come assistente sociale.
Da sempre interessato alle forme
culturali locali, ha descritto nelle sue opere una Martinica ben lontana
da quella delle guide turistiche.
I suoi scritti insistono spesso
sugli effetti tuttora visibili del colonialismo e della schiavitù.
Chronique des sept misères,
del 1986, è il suo primo romanzo, tradotto in italiano da Serra e Riva.
I protagonisti sono gli
djobeur,
ovvero i tanti abitanti di Fort-de-France che sbarcavano il lunario
trasportando merci per conto delle venditrici del mercato.
La
rievocazione di un mestiere tipicamente martinicano scomparso per
sempre, offre all’autore l’occasione per sottolineare i modi in cui la
dominazione francese ha agito in Martinica e continua a caratterizzare
la contemporaneità. Cronaca delle sette miserie è
anche uno dei primi romanzi della letteratura martinicana a svolgersi in
città. Fort-de-France e i suoi mercati sono anzi il cuore pulsante della
narrazione.

La città di Fort de France
Vera
rivelazione del talento di Chamoiseau a livello internazionale (1988 e 1998 per l’edizione italiana, presso Einaudi), Solibo Magnifique
racconta di Solibo, un narratore che muore improvvisamente.
I suoi ascoltatori e il
gruppo di poliziotti incaricati delle indagini sulla sua morte capiranno
troppo tardi quanta parte della loro cultura se ne è andata con lui.
Texaco
proposto in
Italia da Einaudi e poi dal Maestrale, è valso allo scrittore il premio
Goncourt.
Vera e propria narrazione epica, questo romanzo dà dignità
storica a un quartiere da sempre considerato come un agglomerato
frammentario e inutile, una bidonville.
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Texaco- Il contrasto tra degrado e
ristrutturazione |
Ma Chamoiseau non ha raccontato
soltanto i quartieri della propria città. Ha pubblicato ad esempio tre
volumi di ispirazione autobiografica. Per chi vuole scoprire
Fort-de-France attraverso la letteratura, Antan
d'enfance, del 1990,
trasmette la percezione
della casa e della famiglia che poteva avere un bambino tra gli anni ’50
e gli anni ’60. Chemin d’école,il
tomo successivo, racconta l’incontro con la scuola. Nei dipartimenti
d’oltremare, la scuola è nazionale, ovvero francese, e traspone le
categorie europee in un mondo che non lo è. L’immaginario del bambino né
è scosso e traumatizzato e per questo le esperienze legate alla scuola
sono spesso paradossali e negative. Nella sua classe c’è solo una
cartina della Francia metropolitana, un paese sconosciuto al
protagonista. Il suo ultimo romanzo, A
bout d’enfance, pubblicato nel 2005, è il terzo atto della
trilogia dedicata all’infanzia. Giunto al confine con l’adolescenza, il
piccolo protagonista scopre l’altro sesso con una commovente ingenuità.

Il quartiere della Croix-Mission a Fort de France
Tra i saggi di questo autore, il più
famoso è L’éloge de la créolité, scritto insieme al
linguista martinicano Jean Bernabé e a Raphaël Confiant. Questo manifesto letterario
(tradotto in italiano da Ibis), rivendica l’originalità dell’identità
creola e delle sue produzioni artistico-letterarie.
Le idee politiche di Chamoiseau
emergono anche da opere di narrativa come
Il vecchio schiavo e il
molosso, tradotto dalle edizioni Il
Maestrale, nel 2005. Questo romanzo racconta la lunghissima fuga
attraverso la Martinica di uno schiavo fuggiasco, o marron. Il padrone
lo farà inseguire da un feroce molosso, allevato per sbranare gli
schiavi, e reso ancor più feroce dal viaggio che ha compiuto, a sua
volta, sulla nave negriera.
Chamoiseau stesso parla del significato del
romanzo in questo filmato (con interpretariato consecutivo verso
l’italiano):
scegli il formato che preferisci e visualizza il filmato
filmati
forniti da Arcoiris Tv
    
In Biblique des derniers
gestes (2002) la storia di Balthazar Bodule-Jules, un
rivoluzionario decaduto che sente l'avvicinarsi della sua ora quando
constata la riuscita della colonizzazione della Martinica, è arricchita
da Chamoiseau da riferimenti alla memoria come resistenza. L'intreccio
si svolge durante una sorta di veglia funebre anticipata, in cui
l’osservazione del corpo del morituro suscita testimonianze e racconti,
suggerisce al cronista-narratore una magica rievocazione della vita del
rivoluzionario attraverso le donne che l'hanno ritmata e, soprattutto,
ricorda ai martinicani che esiste una possibilità di reazione al
discorso dominante. Il procedere inconsueto della narrazione è reso
ulteriormente instabile dalla mescolanza tra episodi storici e citazioni
letterarie, e soprattutto da un vasto apparato di note a piè pagina che
rimandano con precisione e autorevolezza ad un numero enorme di
interviste che l'immaginario protagonista avrebbe concesso. Biblique
des derniers gestes potrebbe essere considerata la summa della
poetica di Chamoiseau,
ma Chamoiseau continua a scrivere,
anche per il cinema e per il teatro, regalandoci con parole e immagini
indimenticabili, uno sguardo diverso sulla Martinica.

Texaco- il porticciolo
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Testi a cura di
Paola Ghinelli
traduttrice e
studiosa di letteratura caraibica
paolabula@tin.it
www.paolaghinelli.net
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